Innanzitutto partiamo da tre dati fondamentali.
Il primo dato è un tema di autorizzazione, infatti la refezione scolastica è un servizio a domanda individuale e pertanto l’Amministrazione non può fornire un pasto senza l’espressa domanda di adesione al servizio. Dobbiamo tenere conto che nella domanda i genitori autorizzano le gestione dei dati dei propri figli (parliamo di minori e quindi di soggetti a cui va dedicata la massima attenzione) ed in particolare ci comunicano le relative scelte alimentari (dieta religiosa, vegana, vegetariana, selettiva, allergie, intolleranze).
Il secondo dato è un tema di sicurezza, perché fornire un pasto ad un bambino senza sapere se lo stesso segue una dieta speciale è un rischio per la sua salute. Salute che va tutelata e quindi non è possibile per chi non completa l’iscrizione per tempo garantire il pasto. “Garantirlo” significherebbe azzardare sulla salute del bambino. Cosa sarebbe infatti successo se, seguendo le indicazioni del comunicato di contestazione, avremmo fornito un pasto non corretto ad un bambino affetto da allergie o intolleranze?
Il terzo dato è un tema di organizzazione. Non si può pensare che l’azienda di ristorazione possa pianificare la preparazione dei pasti (forniture, preparazione, smistamento diete…) senza conoscere per tempo gli utenti che accedono quotidianamente.
Nel comunicato di contestazione si legge che nessuno si è chiesto il perché ma ciò non corrisponde al vero.
Si fa presente che la prima comunicazione alle famiglie per l’iscrizione è stata pubblicata sul sito del comune il 29 maggio, il primo giugno sul profilo Facebook e Instagram, sempre nella stessa data utilizzando anche Whatsapp e Telegram, con un periodo di apertura per l’iscrizione che andava dal 01/06/2026 al 30/06/2026. Tale comunicazione è stata inoltrata anche ai comprensivi scolastici.
Successivamente, vedendo che mancavano numerose iscrizioni, abbiamo provveduto a fare un’ulteriore comunicazione, proprio perché risultava evidente che il problema principale non fosse la morosità ma la mancata iscrizione al servizio. Abbiamo quindi mantenuto il portale aperto continuando a prorogare i termini per le iscrizioni e nello specifico dal 1/07/2026 al 31/08/2026.
Vedendo che, ancora una volta, mancava un numero importante di iscrizioni (nonostante la costante collaborazione della scuola nel diffondere ulteriormente l’avviso) abbiamo optato per la riapertura del portale e, contraddicendo a quanto scritto sul comunicato che contesta il nostro operato, abbiamo garantito sin dalla prima settimana di giugno l’apertura di uno sportello in presenza con una referente di Sodexo, con un numero di telefono ed un indirizzo email dedicati, proprio per “offrire supporto per completare le procedure burocratiche”. Si ricorda inoltre il supporto offerto dall’ufficio dei servizi scolastici.
Rispetto alla morosità per i rinnovi si fa presente che è stata inviata una comunicazione alle scuole ed è pubblicata sul sito del comune sin da maggio 2026 e che, proprio per rendere maggiormente accessibile la stessa, abbiamo provveduto a tradurla nelle seguenti lingue: inglese, francese, spagnolo, tedesco, cinese, arabo e bengalese.
Nessuno vuole fare dimostrazione di muscoli, specie se chi ne subisce le conseguenze sono i bambini, ma abbiamo il compito di responsabilizzare, di far capire che il servizio mensa è un servizio che va garantito ma su espressa richiesta, a cui gli interessati, secondo le proprie possibilità economiche e le relative fasce ISEE, devono contribuire.
Anche l’Amministrazione comunale si rammarica per le situazioni di disagio che si sono inevitabilmente create ma è bene sottolineare che il problema principale non è stato la morosità ma la mancata iscrizione da parte di alcune famiglie.
Sicuramente è un periodo di massima attenzione e sarà nostra cura continuare a lavorare per poter investire in una comunità inclusiva ma responsabile.
Rigettiamo al mittente l’accusa di aver “lasciato i bambini senza pasto” come se fossimo degli irresponsabili, la nostra responsabilità infatti parte prima di tutto proprio dalla tutela dei bambini (diete speciali) e dal ricordare, ancora una volta, che solo con una specifica ed espressa richiesta di adesione al servizio lo stesso può partire.