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Sintesi dei motivi che hanno indotto il Comune a ricorrere contro la realizzazione delle vasche nel territorio di Senago

Sintesi dei motivi che hanno indotto il Comune a ricorrere contro la realizzazione delle vasche nel territorio di Senago.

 

Con riferimento alla situazione relativa allo stato dell’arte delle “vasche di laminazione” si fa presente quanto segue:

  • all’udienza del 3 febbraio scorso era presente il legale incaricato dal Comune di Senago che ha provveduto a presentare le memorie difensive che saranno di seguito riassunte;
  • i tempi per il deposito della sentenza, come comunicato dal legale dell’Ente, spaziano da 60 giorni ad un anno;
  • nelle more del deposito della sentenza la nostra controparte potrebbe comunque dare esecuzione al progetto definitivo, dando inizio ai lavori, in quanto il ricorso presentato non ha il potere di sospendere gli effetti degli atti posti in essere. Il Comune potrà comunque rivalersi nei confronti della controparte quando saranno accertate le violazioni rilevate dall’Ente dalle autorità a ciò predisposte.       

 

Con riferimento alle osservazioni presentate dal legale dell’Ente in merito sia al procedimento di VIA che al progetto definitivo AIPO, si riassumono brevemente i motivi del ricorso:

 

  • Primo motivo di ricorso
    : insufficienza ed approssimazione dello studio delle ipotesi alternative e della c.d. alternativa zero. Il legale dell’Ente sottolinea la contraddizione a cui giunge la VIA a pag. 8, dove si sostiene che gli otto invasi dell’ipotesi alternativa non possono sostituire i quattro di sistema, ma eventualmente contribuire ad una rimodulazione ed ottimizzazione degli stessi, in relazione alla loro fruibilità: in tale circostanza né AIPO né Regione Lombardia sono in grado di offrire alcuna motivazione che smentisca i rilievi sollevati dal Comune;
  • Secondo motivo di ricorso: carenza istruttoria del procedimento anche relativamente alla sedimentazione all’interno delle vasche. Il legale dell’Ente ritiene, a proposito, che le motivazioni fornite dalla controparte non siano idonee a superare l’obiezione sollevata in sede di ricorso ed, in ogni caso, non può essere condivisibile che la VIA si limiti a fare un generico rinvio agli esiti dei monitoraggi da effettuare;
  • Terzo motivo di ricorso: impatto paesaggistico. Il comune ha rilevato che le vasche risultano realizzate all’interno dell’area protetta del Parco Groane e all’interno del corridoio ecologico regionale RER. A fronte di tali rilievi la controparte qualifica l’area come un “pratone che non presenta fattori naturalistici propri e che pertanto può essere sacrificata”;
  • Quarto motivo di ricorso: mancato rispetto dei limiti di profondità massima presenti dal Piano Cave di Città Metropolitana. Il Comunesostiene il mancato rispetto del limite massimo di profondità previsto dal Piano Cave, la controparte replica sostenendo che nel caso di opere idrauliche trova applicazione una deroga che consente escavazioni al di sotto della linea di falda. Il legale dell’Ente ritiene non vi sia garanzia nel progetto dell’interferenza tra le pessime acque delle vasche e quella della falda;
  • Quinto motivo di ricorso: gravi difetti istruttori relativi alla VIA riguardo il tema delle acque. Il legale dell’Ente ritiene che mentre nella relazione di VIA si sostiene che non sussistono pericoli di inquinamento stante l’asserita ridotta permanenza delle acque e l’esistenza del materassino bentonitico ( molto sommariamente, uno strato di argilla) che impermealizzerà il fondo. A riguardo si  eccepisce, invece, che il suddetto materassino non appare idoneo a proteggere l’ambiente dagli altri effetti delle acque insane;
  • Sesto motivo di ricorso: istruttoria lacunosa sia nel Sia che nella VIA, in merito all’impatto che l’opera avrebbe sulla salute pubblica. Il legale dell’Ente ritiene che il problema dell’impatto dell’opera sulla salute pubblica sia stato del tutto trascurato con evidenti violazioni di legge.
  • Settimo motivo di ricorso: mancanza del piano di manutenzione. Il legale evidenzia che il Piano di manutenzione, che in realtà è il contenuto essenziale delle Sia e della VIA, viene posticipato al momento della redazione definitivo;
  • Ottavo motivo di ricorso: mancanza del Piano di utilizzo del materiale di scavo. Il legale dell’Ente ritiene che sia incontestabile, per le opere oggetto di valutazione di impatto ambientale, che l’elaborazione del piano debba avvenire prima dell’espressione del parere conclusivo della procedura di valutazione;
  • Nono motivo di ricorso: mancata previsione del versamento dei diritti di escavazione. Il legale dell’Ente ritiene che nella VIA non si è tenuto conto del versamento dei diritti di escavazione al Comune, violando una precisa disposizione normativa;
  • Decimo motivo di ricorso: mancanza dei pareri tecnici.  Il legale sostiene la mancanze dei pareri nel decreto di approvazione della VIA e nella relazione ad esso allegata;
  • Undicesimo motivo di ricorso: illegittimità derivata sugli atti adottati successivamente: Il legale sostiene che i motivi precedentemente contestati ed oggetto di ricorso si estendono anche sugli atti adottati successivamente alla VIA e quindi costituiranno motivi di ricorso anche del provvedimento di approvazione del progetto definitivo.
  • Dodicesimo motivo di ricorso: mancata validazione del progetto preliminare. Il legale dell’Ente sostiene, sulla base della normativa vigente, che la validazione andava fatta non solo sul progetto definitivo ma anche sul preliminare. Aipo non ha smentito tale circostanza sostenendo che si trattasi di disposizione interna. 
  • Tredicesimo motivo di ricorso: mancato adempimento nel progetto posto a gara delle prescrizioni indicate nella VIA. Le argomentazioni sollevate dallegale dell’Ente riguardano essenzialmente lo stralcio dal progetto delle opere di collegamento ciclopedonali che secondo Aipo dovranno formare oggetto di un altro progetto. Stessa procedura riguardo alla integrazione delle opere. La Commissione VIA aveva invitato a valutare l’integrazione delle opere, ed Aipo ha rinviato questa fase ad altro progetto. Stessa procedura è stata seguita per la mitigazione degli impatti sulle residenze lungo la SP 175. disattendendo in pratica quanto richiesto in fase di Conferenza di Servizi  per la VIA.