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Cenni storici

Cenni storici di Senago

 

 

Il toponimo Senago (sanus aer o sanus ager, dove ager è un tipico suffisso celtico) avrebbe origine romana, anche se la zona, come quasi tutti i comuni adiacenti, fu abitata dai Celti ben prima dell´arrivo dei Romani.

Senago giace alle falde di un colle nella zona delle Groane; il suo territorio è solcato dai torrenti Viamate e Garbogera i quali, sin  dai tempi più remoti produssero larghi e profondi avvallamenti ed ondulazioni sia a ponente che a nord-ovest del paese e presenta una vasta superficie di verde abbellita da alcune ville di delizia .

Nel 1158 circa, con l´affermarsi dei liberi Comuni iniziò un periodo di aspre lotte, che raggiunse il culmine quando Barbarossa, sceso in Italia, assediò e distrusse Milano e i Comuni circostanti.

Finalmente, nel 1183 venne stipulata la Pace di Costanza tra il Comune di Milano e Federico I; i contrasti però non cessarono finchè i Milanesi finirono con l´affidare i più ampi poteri a Ottone Visconti che iniziò una Signoria durata fino al 1447 con 12 Visconti come dice la tradizione.

Dalla storia risulta che  il Duca Barnabò Visconti nel 1355 fece costruire un Castello a Senago, in centro del paese, su di una altura dove erano le rovine di un monastero.

Egli vi dimorava con il suo seguito e, nelle adiacenze, teneva numerosi cani che lo accompagnavano nelle battute di caccia e tornavano di una certa utilità, perché rendevano le zone meno infide essendo popolate da moltissime belve e infettate da bande di masnadieri.

Nonostante l´asprezza dell´ambiente naturale, la strada maestra Milano-Como nel 1346 passava per Senago rendendovi assai importante il commercio per il transito delle merci, dei viandanti e delle milizie indigene e straniere.

Nel 1447, si estinse la dinastia dei Visconti ed iniziò la dominazione spagnola. Il contado di Desio di cui faceva parte Senago, venne data in feudo al Marchese Giovanni Manriquez venuto dalla Spagna al seguito di Carlo V.

Durante gli anni 1575 - 1630, scoppiarono due pestilenze, la popolazione di molti paesi dovette assistere impotente al rapido diffondersi dell´epidemia, che causò morte, distruzione e miseria.

Federico BorromeoProprio in quegli anni, il cardinale Federico Borromeo rilevò una villa sul ciglio orientale dell´altopiano delle Groane e vi ospitò alcuni seminaristi e teologi. Il nobile prelato morì nel 1631, troppo presto perché venissero svolti restauri radicali. Fu Gilberto IV Borromeo, divenuto in seguito vescovo di Novara e cardinale, a concepire la ristrutturazione della vecchia dimora patrizia. Il progetto iniziale, affidato a Filippo Cagnola, prevedeva una sostanziale trasformazione dell´antica struttura in un palazzo monumentale, incentrato su un cortile aperto a settentrione. Soltanto nel nostro secolo però, i lavori vennero ultimati, con l´intervento degli architetti milanesi Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi.

Molte altre residenze signorili, dedicate allo svago e all´evasione dalla vita cittadina, sorsero in Senago nel XVII e XVIII secolo. Col tempo tali dimore diventarono il fulcro di una riorganizzazione del paesaggio agrario in grandi aziende padronali. Alcune ville resistono ancora oggi all´usura del tempo: Villa Corbella-Martinelli-Sioli, di proprietà comunale, sorge all´interno di un vasto parco aperto al pubblico (poco distante dall´ingresso si trova la chiesetta di S.Bernardo, un tempo parte della villa, dove si trova un affresco con la Vergine Assunta eseguito da un collaboratore di Bernardino Luini, importante artista lombardo del XV secolo ), Villa Verzolo-Monzini, ora sede della biblioteca comunale, sita all´interno di un parco all´inglese aperto al pubblico, Villa Ponti, in stile neogotico, circondata da un vasto parco, in mezzo al quale sopravvivono i ruderi di una torre di epoca viscontea, e Villa Po Degli Occhi, oggi trasformata in un complesso residenziale.

La Chiesa Parrocchiale, era l´attuale Chiesa di Senaghino. La costruzione della chiesetta, da parte degli Umiliati, risale all´anno 1255 circa a cui seguirono 3 ampliamenti: nel 1616 perché non bastava a contenere gli 830 abitanti, vennero aggiunte le navate centrali, in seguito all´altro ampliamento occupò parte dell´antico cimitero e dopo l´ultimo, nel 1863, occupò parte della piazza che si apriva di fronte.

Nella stessa Chiesa è ancora oggi custodito un affresco della Madonna con Bambino attribuito alla scuola del Luini e all´inizio della navata destra è esposto in una teca un Crocifisso forse cinquecentesco.

 

Negli anni 1915-18, Senago si privò degli ultimi boschi di pini e di rovere; alcuni soldati abbattevano i tronchi e li legavano a forti cavalli che li trascinavano a seghe circolari e di lì uscivano travi per le trincee del Carso e dell´Adamello.

 

La vocazione agricola di Senago andava progressivamente esaurendosi.

Da un censimento condotto nel 1938, risultavano attive nel territorio di Senago più di cento ditte, le cui attività economiche spaziavano dall´estrazione della ghiaia alle assicurazioni, dalla trebbiatura alla lavorazione della farina e derivati.

 

Durante la seconda guerra mondiale, Villa Borromeo occupata dai tedeschi, divenne sede del comando del 52° Raggruppamento Artiglierie Contraeree.

Nel 1945, all´indomani della liberazione, i senaghesi, radunatisi sul piazzale dei Municipio, scelsero per acclamazione, come primo Sindaco della rinata Senago, il Cav. Carlo Peroni e le campane suonarono a festa per tutto il giorno.

 

Nel corso degli ultimi decenni Senago è diventanto un importante centro urbano ed economico a nord di Milano e, tutelando gran parte del proprio territorio con l´inserimento nel Parco delle Groane, ancor oggi onora l´antico significato del proprio toponimo.